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CNA FEDERMODA - PROVINCIALE VENEZIA

L'Unione raggruppa i settori tessile, abbigliamento, calzature, pellicceria, pelletteria, sartoria, occhiali e attività connesse.

L’Unione opera a sostegno delle imprese con iniziative e consulenze nel campo della FORMAZIONE, del marketing e della PROMOZIONE commerciale delle aziende produttrici in conto proprio e in SUBFORNITURA, dell’innovazione tecnologica, dell’aggiornamento tecnico e manageriale; promuove l’ASSOCIAZIONISMO tra le imprese. Inoltre, realizza e gestisce reti di servizi per la diffusione delle informazioni quali quelle sulle normative del settore moda; organizza la partecipazione delle imprese a mostre e fiere di settore in Italia e all’estero e ad iniziative autonome di promozione delle imprese del settore.

Unione CNA Federmoda- Provincia di Venezia:

Responsabile Provinciale - Michele Barison

Tel. 041 432642    Fax 041 5701282

 

VERO "MADE IN ITALY" SOLO SE TRACCIABILE, TRASPARENTE ED ETICO

MANIFESTAZIONE SUL CALZATURIERO DEL BRENTA - 12/11/12

TERZISTI CALZATURIERI DEL BRENTA DI CNA IN PIAZZA CON DIPENDENTI E FAMIGLIE

LA CONCORRENZA SLEALE STRANGOLA I TERZISTI CALZATURIERI DELLA RIVIERA DEL BRENTA: IN PIAZZA CON DIPENDENTI E FAMIGLIE PER DIRE NO

Manifestazione a Stra per difendere imprese, lavoratori e tessuto economico dell’area.

Un marchio di tracciabilità etica del prodotto realizzato nel rispetto delle regole e della legalità e un tavolo congiunto delle Prefetture di Venezia e Padova di concertazione con imprese e autorità locali per smascherare illegalità e concorrenza sleale.

E’ quanto chiedono gli artigiani terzisti del calzaturiero della Riviera del Brenta per fronteggiare un fenomeno crescente che ha già decimato il settore e rischia di cancellare in breve tempo le rimanenti imprese italiane, che forniscono ai calzaturifici le parti che compongono le scarpe prodotte per le grandi firme della moda mondiale.

Una convinzione non casuale, ma che emerge dalla lettura attenta dei dati forniti dalle statistiche di Camera di Commercio e Acrib, l’associazione degli industriali del calzaturiero del Brenta.

E’ emblematico che a fronte della tenuta della produzione e del fatturato, calino aziende, occupazione e soprattutto crolli il numero delle aziende terziste italiane mentre crescono in modo esponenziale quelle gestite da cinesi.

Produzione e fatturato del comparto si confermano nel decennio: quasi 20 milioni di paia di scarpe e 1,65 miliardi di euro nel 2011 contro 21 milioni di paia e 1,68 miliardi nel 2001, un export pari al 90 %.

Si registra una flessione del 14 % dei calzaturifici (da 167 a 143) ed un forte calo dei tomaifici (-19 %) che passano da 412 a 333.

Però i tomaifici con titolare cinese passano da 30 a 200, con un + 667 %, mentre quelli italiani crollano da 380 a 130, con un calo del 65 %.

Calano anche gli addetti complessivamente (da 14.260 a 10.516 – 26%), dei calzaturifici (-17 %, da 8.413 del 2001 a 6.992 del 2011), e crolla l’occupazione nei tomaifici terzisti (-38%, da 3.147 a 1.942), molti dei quali hanno il personale in cassa integrazione.

Se alla nascita di nuove imprese (tutte cinesi) non corrisponde una crescita dell’occupazione, che invece diminuisce, mentre scarpe prodotte e fatturato non mutano, allora i conti non tornano.

Vuol dire che c’è chi produce al di fuori delle regole, impiegando più personale di quanto viene dichiarato, e quindi in nero, se non peggio, in condizioni umane inconcepibili nel nostro Paese.

Vuol dire anche che sono del tutto inefficaci i controlli delle autorità preposte al rispetto delle regole di legalità e vuol dire, infine, che i committenti dei lavori ai terzisti sono disposti a chiudere un occhio e forse tutti e due, pur di pagare il meno possibile ampliando il proprio margine di profitto.

A nulla sono valse, finora, le denunce dell’ATV, l’Associazione dei tomaifici terzisti veneti che ha una cinquantina di associati, quasi la metà di quelle italiane, poste nelle sedi competenti dal 2009 anno della sua nascita.

Oggi, lunedì 12 novembre, imprenditori artigiani e loro dipendenti e famiglie hanno manifestato a Stra, con un corteo lungo la statale della Riviera del Brenta per sensibilizzare maggiormente Sindaci, Parlamentari, Consiglieri regionali, province, altre istituzioni e cittadini.

ATV (Associazione tomaifici terzisti Veneti) e CNA Federmoda hanno sollecitato misure di controllo sulla legalità ed il ripristino di condizioni di concorrenza leale che permettano alle aziende italiane di affermare il valore del “made in Italy”.

Rischia, infatti, di sparire chi ha contribuito con il proprio lavoro a rendere famose nel mondo le più grandi firme dell’alta moda, ed ha fatto la fortuna dei calzaturifici della Riviera del Brenta, contribuendo al prodotto interno lordo della provincia di Venezia per il 36%.

I terzisti, accessoristi e tomaifici, con le loro aziende artigiane, da Stra a Fiesso a Mirano hanno costituito per decenni il nucleo principale del tessuto produttivo, dando da lavorare a migliaia e migliaia di persone. Un tessuto sociale, oltre che produttivo, che rischia di franare portandosi dietro il benessere di tante famiglie costruito nel tempo e con sacrificio.

Ora vogliono salvare il salvabile, ovvero aziende, lavoro, famiglie, e arginare una probabile “pratizzazione” della Riviera, per fare in modo che questa zona rimanga ancora nelle province di Venezia e Padova e non diventi una enclave del Beijng o del Fujian.

CNA del Veneto e ATV ritengono che il futuro di questo distretto non possa prescindere da un’azione collettiva che si basi sull’etica e sul rispetto delle regole da parte di tutti, per la salvaguardia dell’intera filiera della scarpa e quindi delle aziende terziste che rappresentano la parte più artigianale e qualificata della produzione.

Il futuro del distretto si gioca sulla costruzione di  Marchio di Tracciabilità della Filiera, che consentirebbe di coniugare aumento del fatturato, del numero di addetti qualificati e anche di imprese per realizzare ricchezza diffusa di qualità per il territorio.

 

2001

2010

(% su 2009)

2011  

(% su 2001)

PRODUZIONE

21.372.000

paia di scarpe

19.833.000

paia di scarpe

19.874.000

paia di scarpe

ADDETTI

14.260

10.624 (- 11%)

10.516 ( - 26%)

Calzaturifici

 

8.413

6.991 (- 4,2%)

 

6.992 (- 17%)

Accessoristi         (tomaifici/terzisti)

3.147

1.928 (- 26%)

 

1.942 (- 38 %)

Modellisti

 

204

 

254 (- 4%)

 

239 (+ 17 %)

Commerciali

 

264

241 (- 7%)

169 (-  35%)

DITTE

710

591 ( – 17%)

568 (- 20%)

Calzaturifici

 

167

149 (-11%)

143 (- 14%)

Accessoristi        (tomaifici/terzisti)

412

(di cui 30 cinesi)

329 (-20%)

333 (- 19%)

(di cui 200 cinesi)

Modellisti

 

72

62 (- 14%)

53 (- 26%)

Commerciali

 

59

51 (- 14%)

39 (- 34%)

FATTURATO

1686,16 milioni di euro

1.650,98 milioni di euro

1651,59 milioni di euro

 

Fonte: Acrib, CCIAA Venezia e CCIAA Padova indicatori.

 

PRESENZA IMPRESE CON TITOLARE/SOCIO DI NAZIONALITA’ CINESE

ANNO

2000

2009

2011

2012

IMPRENDITORI

30

155

171

200

% VAR.

-

-

+ 110,33% (su 2009)

+667% (su 2000)

 (fonte CCIAA PADOVA E CCIAA VENEZIA).

 

Progetto "Manifattura Italiana" - ModAmont ( Parigi 12/14 febbraio 2013)

Vi ricordo la scadenza del 20 novembre p.v. per l’invio della scheda di adesione all’ICE e del 23 novembre p.v. per far pervenire agli uffici di ModAmont campioni rappresentativi della produzione aziendale.

Lettera presentazione Progetto

Brochure + scheda di adesione

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