
Artigianato autentico, basta ambiguità: nuove regole e sanzioni per tutelare il settore
Dal 7 aprile 2026 entra in vigore una normativa destinata a segnare un punto di svolta per il mondo dell’artigianato italiano. Con la Legge n. 34 dell’11 marzo, viene stabilito un principio chiaro: i termini legati all’artigianato potranno essere utilizzati esclusivamente da imprese realmente artigiane, iscritte all’Albo e impegnate direttamente nella produzione di ciò che commercializzano.
Una misura che punta a mettere fine a un fenomeno diffuso negli ultimi anni: l’utilizzo improprio di parole come “artigianale” o “bottega” da parte di attività che non rispecchiano questi requisiti. Un uso spesso finalizzato a trasmettere un’immagine di autenticità che, nei fatti, non corrisponde alla realtà produttiva.
Le nuove disposizioni introducono sanzioni particolarmente severe: chi violerà la norma potrà incorrere in multe fino all’1% del fatturato annuo, con una soglia minima di 25.000 euro per ciascuna infrazione. Un deterrente importante, pensato per ristabilire correttezza e trasparenza sul mercato.
Per le imprese artigiane autentiche si tratta di un riconoscimento significativo. La norma rafforza infatti il valore del lavoro manuale, della competenza e della tradizione, proteggendo chi opera quotidianamente nei laboratori, nelle officine e negli studi creativi da forme di concorrenza sleale.
Accanto all’aspetto sanzionatorio, la legge apre anche a una prospettiva di rinnovamento del settore. È prevista infatti una delega al Governo per aggiornare entro il 7 gennaio 2027 la disciplina vigente, ormai datata, con l’obiettivo di includere nuove professioni emergenti, semplificare gli adempimenti e valorizzare ulteriormente il contributo dell’artigianato all’economia nazionale.