
Dl Bollette – Le Confederazioni artigiane: “Bene, ma correggere squilibri che penalizzano Pmi”
Il Decreto legge Bollette rappresenta un passo nella direzione giusta per contenere i costi dell’energia, ma è necessario intervenire in modo strutturale per correggere gli squilibri che continuano a penalizzare artigiani e piccole imprese.
Nel passaggio parlamentare del provvedimento sarà inoltre fondamentale valutare attentamente il mutato scenario internazionale, a seguito dell’avvio delle operazioni militari in Medio Oriente. Una situazione che sta già producendo conseguenze rilevanti sul sistema energetico europeo e nazionale e che richiede maggiore attenzione nell’analisi delle strategie e degli strumenti da adottare.
Nel corso dell’audizione presso la Commissione Attività Produttive della Camera, Confartigianato, CNA e Casartigiani hanno evidenziato alcune criticità rilevanti contenute nell’attuale sistema energetico. In particolare, le piccole imprese con consumi fino a 20 MWh e fino a 499 MWh pagano circa il 25% in più per la materia prima energetica rispetto alle aziende di maggiori dimensioni.
A questo si aggiunge il peso della tariffa di rete, che genera un aggravio pari a circa il 13% a causa dell’utilizzo intermittente della potenza impegnata. Ulteriori squilibri emergono anche negli oneri generali di sistema per il finanziamento delle energie rinnovabili: circa il 40% di questi costi grava sulle piccole imprese in bassa tensione, che rappresentano però solo il 25% dei consumi complessivi. Allo stesso tempo, le agevolazioni previste per le imprese energivore vengono di fatto finanziate da PMI e famiglie.
Le Confederazioni hanno apprezzato l’intento del decreto di trasferire parte del finanziamento dagli oneri inseriti in bolletta a coperture fiscali esterne, ma sottolineano la necessità di interventi strutturali in grado di eliminare definitivamente gli oneri sproporzionati che gravano sulle bollette delle micro e piccole imprese.
Più prudente il giudizio su alcune misure contenute nel provvedimento, come i meccanismi volontari di riduzione degli incentivi e l’allungamento temporale delle misure, così come sulle disposizioni finalizzate a ridurre il prezzo all’ingrosso dell’energia attraverso rimborsi ai produttori termoelettrici. Su questi aspetti, le Confederazioni ritengono necessario un coordinamento a livello europeo, anche alla luce delle criticità evidenziate dall’indagine ARERA e dall’esperienza già sperimentata in Spagna.
Secondo Confartigianato, CNA e Casartigiani, un reale alleggerimento dei costi energetici per le piccole imprese potrà essere ottenuto sia attraverso la riduzione degli oneri generali di sistema, sia tramite strumenti di contrattazione di lungo periodo accessibili anche alle PMI, favorendo forme di aggregazione tra imprese e connessioni elettriche che diano priorità all’autoconsumo e a progetti caratterizzati da elevati livelli di efficienza energetica.