Nuovo rialzo tassi penalizza investimenti e crescita delle piccole imprese

Il nuovo aumento di 25 punti base deciso dalla Banca centrale europea rischia di
tradursi in un’ulteriore frenata degli investimenti e della crescita. Il tasso sui depositi
sale così al 2,50%, mentre quelli sulle operazioni di rifinanziamento principali e
marginali raggiungono rispettivamente il 2,65% e il 2,90%.
CNA comprende la necessità di mantenere sotto controllo l’inflazione, ma sottolinea
che la nuova stretta monetaria interviene su rincari alimentati soprattutto
dall’energia e dalle tensioni internazionali. Un aumento dei tassi non riduce il prezzo
del petrolio e del gas, mentre accresce immediatamente il costo del credito per
imprese e famiglie.
A subire le conseguenze più pesanti sarà ancora una volta la platea delle piccole
imprese, che già pagano finanziamenti sensibilmente più cari rispetto alle aziende di
maggiori dimensioni. Il rischio è di scoraggiare proprio gli investimenti necessari per
innovazione, digitalizzazione ed efficienza energetica.
CNA sottolinea che occorre assicurare che il rialzo dei tassi non provochi una nuova
restrizione del credito e che difendere la stabilità dei prezzi è essenziale, ma lo è
altrettanto evitare che il suo costo venga scaricato sulle imprese più piccole.