Oltre 70 miliardi attivati dal binomio turismo-made in italy

Oltre 72 milioni di arrivi, 276 milioni di presenze e più di 70 miliardi di euro attivati nell’economia
italiana. L’estate 2026 si chiude con numeri da record e conferma la leadership dell’Italia tra le
principali destinazioni europee. A trainare la crescita è soprattutto la crescente integrazione tra
turismo e Made in Italy.
Secondo un’indagine di CNA Turismo e Commercio, la capacità di combinare ospitalità, cultura,
enogastronomia, artigianato, produzioni agroalimentari e commercio di qualità ha rafforzato
l’attrattività del Paese sui mercati internazionali, producendo ricadute diffuse sulle imprese e sui
territori.
I dati del Ministero del Turismo indicano che nel trimestre giugno-agosto sono stati superati 72,4
milioni di arrivi e 276 milioni di presenze, oltre 5,5 milioni in più rispetto all’estate 2025.
Agosto si conferma il mese trainante della stagione, con una crescita del 3% degli arrivi e del 4,2%
delle presenze rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Aumentano sia i turisti italiani sia quelli
stranieri. Secondo le stime di CNA Turismo e Commercio, il mese ha generato una spesa diretta
superiore a 13 miliardi di euro e un impatto economico complessivo di oltre 22 miliardi.
L’Italia consolida anche il primato rispetto ai principali concorrenti europei. Il tasso di saturazione
delle prenotazioni sulle piattaforme online ha raggiunto il 61,8%, superando la Spagna, ferma al
54,7%, e la Francia, al 45,6%. Un risultato che testimonia la forza del brand Italia e la qualità
dell’offerta nazionale.
Mare e isole, montagna, laghi, città d’arte e destinazioni naturalistiche hanno beneficiato di flussi
consistenti durante tutta l’estate. Particolarmente positiva la performance dei borghi e dei piccoli
comuni, che continuano a crescere più della media nazionale grazie alla ricerca di autenticità,
turismo lento, patrimonio culturale diffuso e identità territoriali.
Per il trimestre giugno-agosto, l’indagine stima una spesa turistica diretta superiore a 31 miliardi di
euro e un impatto complessivo di oltre 55 miliardi sull’economia turistica e sui servizi collegati.
Estendendo il calcolo alle ricadute prodotte su agroalimentare, artigianato, commercio locale e
sull’intero ecosistema del Made in Italy, il valore attivato supera i 70 miliardi.